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PLAYSTATION 4


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2321 risposte a questa discussione

#2311 TDINERO

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Inviato 04 febbraio 2019 - 15:42

Quando una persona ha un po' di testa (e loro ne hanno in abbondanza) riesce a dire tutto quello che vuoi senza scadere nel torpiloquio e far passare l'altro ancor più per ebete.


D'accordissimo.
Purtroppo ci vuole sangue freddo(non tutti lo hanno).

#2312 TDINERO

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Inviato 07 marzo 2019 - 18:53

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#2313 who83

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Inviato 07 marzo 2019 - 19:01

Ottimo prezzo! Io lo prenderò quando costerà ancora meno.



#2314 TDINERO

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Inviato 13 marzo 2019 - 21:17



#2315 TDINERO

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Inviato 13 marzo 2019 - 21:45

Se c'è un tratto di Marco Saletta che emerge dopo pochi istanti, è la sua schiettezza. Sia chiaro, qualche risposta di maniera la dà anche lui, ma in un mondo dove non è raro intervistare manager che s'atteggiano a capitani d'industria, fa piacere intervistare una persona che risponde senza pensare troppo a quello che dicono i playbook.


Il che, giornalisticamente parlando, è un'ottima premessa quando in un'intervista si vuole uscire dal seminato delle domande di rito. E la prima riguarda proprio le spese fisse che ormai, all'inizio di ogni mese, si fanno sempre più sensibili.

Con Netflix (10,99 mensili per il piano standard) e Spotify (9,99 mensili) che appaiono irrinunciabili per un giovane d'oggi, a questi costi per un utente Sony s'aggiungono PlayStation Plus (59,99 annui) e ora anche PlayStation Now (99,99 euro all'anno). Non cominciano a essere troppi soldi, pensando anche agli altri servizi che devono arrivare l'anno prossimo?

"Stiamo offrendo al consumatore una nuova scelta, qualcosa che prima non c'era sul mercato", risponde Marco Saletta. "Parliamo di un catalogo di titoli di grande successo, che gli utenti non vedranno mai su PS4 in versione pacchettizzata, e di una retrocompatibilità virtuale col nostro vecchio catalogo. Senz'altro qualcuno dovrà valutare se sia meglio investire i propri risparmi nella musica, nel cinema o nei videogiochi, ma sarà una scelta del consumatore".



Sono per caso previsti sconti che vengano incontro a chi sottoscrivesse sia PlayStation Plus che PlayStation Now? "Al momento non sono previste iniziative di questo tipo. Si potrebbe senz'altro trovare un compromesso per chi sia abbonato a entrambi i servizi ma la strada è tutta da scrivere".

Oggi viviamo in un'età intermedia in cui una parte del mercato ha bisogno ancora del supporto fisico, mentre un'altra, forte delle nuove connessioni a banda larga, lo può abbandonare in favore del digitale e dello streaming. A tendere PlayStation diverrà un servizio o resterà una console?

"A Natale abbiamo venduto 50 milioni di pezzi di software. A lungo termine andremo probabilmente in quella direzione ma nei prossimi due o tre anni nessuno vorrà rinunciare a simili volumi di vendita. È comunque faticoso ragionare unicamente in termini di digitale: le console offrono stabilità nelle prestazioni e interazioni molto veloci per quanto riguarda il sistema di controllo. Oggi certi discorsi presentano sfide tecnologiche che li rendono ancora un po' complicati".


PlayStation Now sarà disponibile per PS4 e pc: perché non renderlo disponibile anche come app per smart TV e dispositivi mobile? In fin dei conti quello che conta è una buona connettività per ricevere il segnale in streaming e uno schermo. Qualunque esso sia...


"Accadrà il giorno che su questi dispositivi saremo in grado di garantire ai consumatori le stesse prestazioni che offriamo oggi su console. Per noi "for the players" non è un mantra che usiamo per per tagliare le curve: l'esperienza che vogliamo offrire ai consumatori dev'essere sempre di prima qualità".


Così facendo, però, non rischiate di non perdere in competitività con servizi come quello Google, il cui Project Stream pare girerà anche su smart TV? (e Microsoft ha appena mostrato Forza Horizon 4 giocato su uno smartphone) "Più player ci sono, più si espande il mercato e più l'offerta cresce. Detto questo, sarà da valutare con attenzione l'offerta della nostra concorrenza, che non necessariamente potrebbe ragionare nell'ottica "for the players" che ho appena citato.


Nel momento in cui in futuro i giochi si smaterializzeranno svincolandosi dalle console, possiamo immaginarci un'accelerazione di Sony verso il cross-play? O vista da un'altra prospettiva: stiamo arrivando alla famosa "console unica" che noi giornalisti teorizzavamo già anni fa, seppure molto diversa da quella si preannuncia oggi all'orizzonte? E in tal caso, cosa vi differenzierà dalla concorrenza?

"La capacità di generare esclusive. Con caratteristiche delle macchine simili e strategie di comunicazioni analoghe, alla fine vincerà chi saprà generare contenuti migliori. Cinema e musica lo confermano".


In un futuro in cui altre piattaforme offriranno giochi in streaming, quello che distinguerà PlayStation Now dalla concorrenza sarà ancora una volta la bontà delle esclusive di Sony.
Le connessioni a banda larga nostrane hanno finalmente soddisfatto, con cinque anni di ritardo, i requisiti minimi necessari a far arrivare PlayStation Now in Italia. Viene però da domandarsi quali aspettative abbiate: sarà un semplice fiore all'occhiello tecnologico o vi aspettate una buona penetrazione nel mercato?


"Nei prossimi sei mesi, un anno al massimo, valuteremo la reazione dei consumatori, i titoli che verranno giocati maggiormente e le prestazioni dei nostri server. Dopodiché, capito cosa vuole il consumatore italiano e aggiornato il nostro catalogo, faremo il punto della situazione. Al momento non ci aspettiamo risultati capaci di riscrivere le regole dei videogame. E torno ai dati che ti ho appena comunicato relativi allo scorso Natale: il pacchettizzato è ancora molto importante per i giocatori d'oggi".

Eurogamer.It

Bene, per noi amanti del fisico, questo conferma indirettamente che il retail ha ancora molto da dire.

Messaggio modificato da TDINERO, 13 marzo 2019 - 21:46


#2316 who83

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Inviato 14 marzo 2019 - 14:27

Con quel catalogo del cavolo che hanno e quel prezzo, ne hanno ancora di strada da fare prima di raggiungere il Game Pass di XBox.



#2317 who83

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Inviato 14 marzo 2019 - 15:10

Se Sony dovesse completare questa acquisizione, potremmo vedere un GTA 6 esclusiva PlayStation?

 

Sony sembrerebbe in procinto di acquistare Take Two, publisher di Rockstar Games

 

Per chi bazzica all’interno dei mercati finanziari, probabilmente avrete già sentito circolare questa voce nelle ultime ore: pare che Sony sia in procinto di acquistare addirittura Take Two, nota publisher di videogiochi.

 

Perché abbiamo parlato di GTA 6 nel titolo? Semplice: Take Two, tra le altre aziende, è publisher anche dei titoli di Rockstar Games, la stessa azienda che sta dietro lo sviluppo dei titoli Grand Theft Auto e Red Dead Redemption.

 

Questo significa che se Sony dovesse veramente acquistare Take Two, potrebbe decidere di tenere per sé titoli di grande calibro (come, appunto GTA 6, i cui predecessore è il terzo gioco più venduto di sempre), rendendoli esclusive PlayStation (per lo meno per il primo periodo di lancio).

 

Stiamo comunque parlando di indiscrezioni che stanno circolando in queste ore. Andando nel dettaglio riguardo queste voci di corridoio, pare che la contrattazione sia già in fase avanzata, con le singole azioni di Take Two valutate a 130$ l’una. Come ha reagito il mercato finanziario? Benissimo: le azioni di Take Two sono cresciute del 4,7%, quelle di Sony dello 0,93%.

 

Insomma, Sony potrebbe veramente fare il colpaccio dell’anno. Una acquisizione del genere potrebbe avere una valenza strategica enorme. Chissà come cambierà il mercato videoludico da questa trattativa. Cosa ne pensate?

 

Aggiornamento14/03/2019

Take-Two, interpellata da GamesIndustry, si è rifiutata di commentare la notizia. Sony invece non ha ancora preso posizione a riguardo. La notizia di ieri avrebbe origine da una speculazione di mercato riportata da MarketWatch, e la crescita del valore delle azioni di Take-Two sarebbe addirittura antecedente all’arrivo di tale notizia sul web. Perché quindi né Sony né Take-Two commentano la notizia negando fermamente il tutto?

 

Da www.smartworld.it

______________________________________

 

Speriamo di no.



#2318 TDINERO

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Inviato 14 marzo 2019 - 21:17

Is impossible.
È una società che costa parecchi miliardi di dollari, Sony non sborserebbe mai così tanti soldi.
Rockstar poi è una miniera d'oro, non rinuncerebbe facilmente a tutte le vendite che fa' su ogni piattaforma per diventare un esclusiva Sony.
Al 99% è una fake news.

#2319 who83

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Inviato 15 marzo 2019 - 15:05

Mah, già se se ne parla qualcosa di vero ci deve essere. I mld che Sony eventualmente sborsa, con un paio di giochi rientrano tranquillamente. 

Rockstar penso non abbia molto potere decisionale, visto che verrebbe comprata la publisher, non la software house. Al limite Rockstar potrebbe cercare un altro publisher, sempre sia possibile.



#2320 TDINERO

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Inviato 15 marzo 2019 - 19:11

Sony non sta per acquistare Take Two, i rumor sarebbero infondati


Le indiscrezioni secondo cui Sony sarebbe in trattativa per acquisire Take Two non provengono da una fonte accreditata ma a quanto pare sono semplici speculazioni di mercato. Ecco tutti i dettagli.


Nelle ultime ore si è sparsa voce in rete di una possibile acquisizione di Take-Two Interactive da parte di Sony, che dunque aggiungerebbe al proprio catalogo franchise come Grand Theft Auto, Red Dead Redemption e NBA 2K.

Interpellata da GamesIndustry, Take-Two si è rifiutata di commentare rumor e speculazioni, mentre Sony non ha ancora preso una posizione ufficiale sulla faccenda. L' indiscrezione proviene da un rapporto di MarketWatch relativo al mercato azionario statunitense. Verso la fine del documento è presente una nota riguardante proprio Take-Two Interactive: "Le azioni di Take-Two Interactive Software sono aumentate del 4.7% in seguito alle voci secondo cui Sony Corp. sarebbe in trattative avanzate per l'acquisizione". A riportalo è stato l'analista Joel Kulina di Wedbush Securities, il quale ha indicato che le azioni del publisher sarebbero state valutate 130 dollari l'una e pagate la maggior parte in cash.

Contattato per fornire ulteriori dettagli, Kulina ha ammesso che si tratta di semplici speculazioni di mercato non confermate. "Non sono assolutamente la fonte di questa storia. E non sono sicuro di chi mi ha citato perché non ho parlato con nessuno al telefono (a meno che qualcuno non abbia visto una nota commerciale che ho scritto)", ha dichiarato l'analista.

Sue Chang e Chris Matthews di MarketWatch hanno confermato di non aver sentito altre voci di corridoio al riguardo, perciò sembra di capire che non ci sia effettivamente niente di concreto a sostegno di un'eventuale acquisizione di Take-Two ad opera di Sony. "All'inizio delle contrattazioni le azioni sono cresciute fino a guidare l'indice Standard & Poor 500 e stavamo semplicemente cercando spiegazioni plausibili", ha spiegato Matthews. "Joel è in una buona posizione per sapere cosa sta muovendo i singoli titoli tecnologici, anche se sono solo voci. In termini di tempistiche, le azioni di Take-Two andavano alla grande prima che uscisse questa e-mail, quindi non è stata questa voce a scatenare la crescita".



Multiplayer.It

Messaggio modificato da TDINERO, 15 marzo 2019 - 19:12


#2321 who83

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Inviato 18 marzo 2019 - 01:06

Meno male!



#2322 TDINERO

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Inviato 05 aprile 2019 - 12:31

La notizia è stata per giorni sulla bocca di tutti: Google è entrata di prepotenza nel mondo dei videogiochi. Lo ha fatto con uno sguardo al futuro (lo streaming) e promettendo funzionalità che le attuali aziende non hanno ancora e incuriosendo anche chi non è strettamente appassionato di videogiochi: streaming in 4K, accesso rapido alle sessioni di gioco degli streamer, assistenza nei momenti difficili dell'avventura.

L'arrivo di Google Stadia cambierà le strategie commerciali di Sony? Se sì, come? Lo abbiamo chiesto direttamente a Marco Saletta, general manager di Sony Interactive Entertainment Italia. E anticipiamo il cuore della sua risposta: le potenzialità del servizio di streaming di Google, come la risoluzione 4K a 60 FPS, dovranno essere verificate sul campo e bilanciate da ciò che fa davvero la differenza, cioè i contenuti.



DDAY.it: Ogni volta che grandi società tecnologiche come Google entrano in un nuovo segmento commerciale lo fanno in modo abbastanza prepotente grazie alle risorse economiche che ovviamente hanno facendo quasi terra bruciata. L'ingresso di Google in che modo impatta le strategie di Sony? In generale Sony come risponde e come risponderà all'ingresso di nuovi giocatori che vanno un po' ad alterare le dinamiche commerciali a cui siamo stati abituati in questi anni da parte dell'industria videoludica?
Marco Saletta: Lingresso di Google è benvenuto nel nostro mercato. Il mercato italiano è un mercato che ancora soffre di una dimensione che non è quella di altri Paesi europei. Google può essere un elemento di ulteriore apertura e penetrazione nel consumo del videogame che oggi sia il mondo PC sia quello console ma anche il mondo mobile in qualche modo non sono riusciti a fare. Google rappresenta la novità, rappresenta il futuro del modo di fruire i videogame.

Dal nostro punto di vista non ci sono impatti sul business di PlayStation. Quello dello streaming è un modello che Sony conosce bene. Sono cinque anni che noi lavoriamo con PlayStation Now nel mondo; lo abbiamo lanciato in 19 Paesi, conosciamo bene le dinamiche dello streaming. Chiaramente siamo legati a una tecnologia che è un pochino più vecchia rispetto a quanto ha dimostrato Google, che poi andrà oggettivamente verificata sul campo. Quello che posso dire è che noi non abbiamo grande preoccupazione, ma vediamo lopportunità che Google possa muovere rispetto allo schema attuale e chiamare al consumo di videogame un numero sempre maggiore di gamer.




Marco Saletta, general manager di Sony Interactive Entertainment Italia

DDAY.it: Google è arrivata e promette streaming fino a 4K a 60 FPS su qualsiasi dispositivo, che sia la smart TV o lo smartphone. PlayStation Now è limitata, al momento, alla risoluzione massima di 720p ed è disponibile solo su PS4 e PC. A causa di questa disparità tecnica sulla carta abbastanza consistente, PlayStation Now non rischia di essere già tagliata fuori a pochi mesi dallespansione in Europa, dove è arrivata anche in Italia?
Saletta: Ci sono due elementi che mi fanno dire che non è così. Il primo elemento è un tema di contenuti. Noi abbiamo un parco di contenuti, che per altro viene aggiornato mensilmente, di 600 titoli. Vedremo cosa sapranno offrire i nuovi arrivati nel mondo del gaming via streaming perché i contenuti sono molto più rilevanti della tecnologia attraverso la quale riesci a fruirli. Oggi chi ha una fibra gioca a PlayStation Now senza alcun ritardo, come detto, a 720p, ma nessuno si lamenta della qualità dello streaming. Anzi, i feedback da parte della community di PlayStation Now sono estremamente positivi.

Da un lato i contenuti, su cui ci sentiamo particolarmente confidenti di avere oggi unofferta che non è equiparabile in nessun modo da nessun player nel mondo dello streaming. Dallaltro il sistema di tecnologie. Google ha lanciato una tecnologia che probabilmente sarà live in maniera efficace tra due anni. Quando lo confronti con una console che è al sesto anno di vita (PlayStation 4, ndr), in mezzo cè quasi un decennio di tecnologia. Cè da aspettare un attimo e capire anche quale sarà levoluzione anche dal punto di vista di Sony.



DDAY.it: Parlando di contenuti, oggi PlayStation Now non offre tutti i giochi più recenti, cioè direttamente al lancio come, per esempio, fa Microsoft con Xbox Game Pass. A un certo punto voi userete questo approccio, ossia PlayStation Now sarà una proposta parallela e quasi equivalente a giocare in locale, oppure il servizio resterà sempre una sorta di proposta secondaria per chi vuole una fruizione più leggera e continuerà a essere meno indicato, invece, per chi vuole tutto al lancio?
Saletta: Oggi il catalogo di prodotti che sta su PlayStation Now è un catalogo fatto per i gamer. Pur non offrendo titoli al day one cè una tale profondità di catalogo, chi si affaccia al servizio oggi non sente lesigenza. Per quanto riguarda il futuro, ci siamo presi sei mesi, un anno per valutare. Tra un anno faremo le nostre considerazioni e prenderemo le decisioni su come muovere ulteriormente in avanti il servizio di PlayStation Now e i contenuti che ci sono dentro.



DDAY.it: Verso la fine della scorsa generazione, PlayStation 3 ha avuto un grande slancio commerciale e ha recuperato gran parte del divario che aveva accumulato con Xbox 360 e già adesso potremmo dire che, a livello di vendite, PlayStation 4 ha stravinto questa generazione. Per la prossima generazione, cosa possiamo aspettarci? Vi sposterete verso unofferta più bilanciata tra servizi su abbonamento, come PlayStation Now, e console oppure lhardware PlayStation resterà sempre centrale nella strategia di Sony?
Saletta: Sicuramente lhardware è e rimarrà centrale rispetto alle strategie di Sony. Noi continuiamo a credere che la via di accesso a una fruizione di contenuti videoludici via console sia quella ideale. For the players, per capirci. Non stiamo muovendo la nostra considerazione. È chiaro che il lancio di PlayStation Now ci metterà tra sei, dodici mesi nelle condizioni di capire se e come modulare lofferta di contenuti tramite il Now rispetto a quella più tipicamente, diciamo, retailer e capire rispetto alla domanda che il consumatore fa di contenuti come muovere la nostra offerta, anche in funzione dellottimizzazione delle risorse che abbiamo a nostra disposizione.



DDAY.it: AllE3 2019 Sony non ci sarà e da poco ha inaugurato un nuovo formato di comunicazione, gli State of Play. È un vero e proprio cambio di strategia di comunicazione o la decisione di saltare lE3 2019 è da ritenersi unica? Le fiere come lE3 nei piani di marketing di Sony hanno ancora un senso o preferisce qualcosa di più flessibile e adattabile?
Saletta: Abbiamo fatto una scelta di comunicazione diversa per il 2019 coerentemente con tutto ciò che abbiamo già raccontato al nostro consumatore. Per quanto riguarda le scelte definitive, non credo che lo sarà la scelta di mancare allE3.




DDAY.it: Sin dal debutto sul mercato PlayStation Classic, la versione mini della prima, storica PlayStation, non sembra aver avuto lo stesso impatto commerciale di prodotti concorrenti simili. Secondo lei, perché?
Saletta: Laspettativa che noi abbiamo incontrato sul mercato è coerente con i numeri che abbiamo sviluppato. Dal punto di vista dei contenuti allinterno di Classic, ci è stata mossa qualche critica che noi ovviamente abbiamo recepito in maniera molto onesta, ma francamente siamo tutto sommato soddisfatti di com'è funzionato il lancio della Classic.



DDAY.it: PlayStation VR è tra i visori di realtà virtuale che hanno avuto il maggior successo, parliamo di 4,2 milioni di unità vendute. In proporzione alle PlayStation 4 vendute si tratta, però, di una percentuale di utenti molto bassa. Non esiste il rischio che, nonostante questo buon successo commerciale, gli sviluppatori sentano PlayStation VR come una scelta rischiosa dal punto di vista commerciale e, a un certo punto, vengano poi a mancare i contenuti?
Saletta: Questo rischio non è paventabile. PlayStation VR è il visore VR più venduto al mondo. In Italia, come nel resto dEuropa, la domanda per tutto il 2018 è stata altissima per il visore. Oggi siamo arrivati a circa 300 contenuti tra videogame e serious game e tutto quello che puoi trovare sullo store e nel retail. A oggi parlare in termini critici dei risultati VR per noi è abbastanza complicato. Capisco il tema della base installata, ma la fruizione dei contenuti VR è ancora complessa, non è un device per tutti.

Aggiungo un elemento importante. Guardando al 2019, abbiamo appena annunciato la partnership con Marvel per il lancio di un titolo come Iron Man, che sicuramente contribuirà a richiamare ulteriori consumatori sulla piattaforma e a dare un boost ulteriore a PlayStation VR che sicuramente non mancherà di sorprendere anche il consumatore.

Dday




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